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Newsletter 2 / Giugno 2013 Archivio dlle newsletter

Crisi: realtà, verità e vie d'uscita
Scrivere la newsletter per me è sempre un po' faticoso, lo ammetto.
Siamo inondati continuamente di cose da leggere. Analisi, studi, opinioni che nel giro di qualche giorno possono essere smentite. Aggiungere altro materiale da leggere deve significare qualcosa di più, di vero, di vissuto. 

Deve essere una testimonianza.

Viviamo un'epoca di incertezza. E io vivo la stessa di incertezza di ognuno. Forse, è interessante comprendere come io affronti questo momento, se può essere di qualche utilità a qualcuno.

Viviamo un'epoca in cui l'esterno ci riflette solo paura, indecisione, immobilità. Se guardiamo fuori, possiamo avere solo risposte di disorientamento, di indecisione, di immobilità.
Allora, bisogna guardare dentro: a se stessi e alla propria organizzazione. È un cambio profondo: non aspetto il cambiamento dall'esterno, non mi aspetto niente. Inizio a creare costantemente e a co-creare con i miei partners o collaboratori.
Come fare?

Nel mio cammino in questa vita, ho imparato a distinguere tra fenomeni e verità delle cose, ad andare oltre i fenomeni, oltre ciò che appare. 
Il termine fenomeno deriva dal greco: significa "ciò che appare". Esso è una interpretazione del vero: esso prende la forma che gli diamo noi,  frutto di esperienze, memoria, vissuti e proiezioni. Perciò, la realtà esterna non è la verità.
Quindi, qual è la verità? Come faccio a distinguere il reale dal vero?

La verità, oggi, è una crisi profonda del sistema, ma come la descriviamo, come ci rapportiamo ad essa è frutto dei nostri criteri di interpretazione, di come costruiamo la nostra realtà. 
Ogni interpretazione contiene ciò che vogliamo vedere di noi e ciò che non siamo capaci di vedere.
Dobbiamo andare alla radice dei nostri schemi di traduzione del vero nella nostra realtà.

Oggi, che gli studi sul comportamento e sulla mente umana sono arrivati alla conclusione che tutto ciò che vedi è solo la tua interpretazione della realtà, non ci resta che lavorare sui fondamenti su cui poggiano i costrutti mentali ovvero su noi stessi: per vivere e non solo per sopravvivere; per segnare nuove strade, per aprire nuovi orizzonti nello sconosciuto. 

La pianificazione ha fatto il suo tempo; la sola razionalità stenta sotto i colpi continui della complessità
Serve solo un nuovo strumento da inserire nel proprio bagaglio culturale: la presenza ovvero la capacità di essere continuamente nuovi, freschi. Presente significa qui, ora, non più nel passato!
Come mi esercito ad essere presente?
Utilizzando tecniche di Meditazione e Mindfulness e applicando il Pensiero Sistemico ai miei progetti.
Certo, pianifico, ma rispondo continuamente al cambiamento improvviso.

Nella nostra cultura, l'ideale d'uomo è quello dai nervi d'acciaio.
Ma questo tipo d'uomo è un colosso dai piedi d'argilla. Soprattutto pensa di poter fare tutto da solo.
Io mi esercito continuamente a non essere solo e a farmi supportare da coloro con cui co-creo a realtà.. L'uomo dai nervi d'acciaio è sempre nel controllo. Io cerco di essere sempre nel rilassamento.

Mi trovo ad insegnare questo strumento attraverso il Pensiero Sistemico e la Mindfulness ai manager, agli imprenditori, che sono abituati a credere più ai fenomeni rappresentati dai numeri e scarsamente abituati a confrontarsi con le verità sottostanti. 

La verità con se stessi aiuta... nel business come nella vita privata. Almeno, parlo per me e coloro che lavorano con me!
 

E poi, vi aspetto il prossimo 9 luglio per fare o ripetere l'esperienza di come un manager che stia rappresentandosi una realtà, possa scoprire la verità sulla sua organizzazione, senza farsi male. Anzi! Ottenendo le risposte che cerca.


 
 
 
   
 
   
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