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Newsletter 5 / Settembre 2010 Archivio dlle newsletter

Storie di management n. 5 - Leadership e Comunicazione sistemica - Parte III
Il lavoro è ricominciato a pieni ritmi e le dinamiche sistemiche dei nostri team si rimettono in azione.
Per molti sono quelle di sempre. La solita routine. Tutto è prevedibile come prima. Quante volte la prevedibilità dei nostri collaboratori ci fa gioco? Moltissime.
Ma quante altre la loro prevedibilità è un danno per l'organizzazione che così invecchia e non sa dare risposte fresche al mercato?

Imparare a ragionare e a mettere in pratica il Systemic Thinking e imparare a volgere uno sguardo sulla propria posizione nel sistema e le proprie credenze sistemiche, può cambiare in maniera definitiva il nostro modo di intendere il lavoro e il business: può renderlo meno faticoso e più creativo.

Ecco perché è utile partecipare ai nostri laboratori che illuminano sulle dinamiche invisibili che muovono la cultura di un sistema, a volte ingessandolo. Partecipare è semplice: basta avere un pizzico di voglia di voler veramente cambiare e un po' di curiosità per ciò che di veramente nuovo si muove nel mondo della consulenza e della formazione. 

Per chi è la prima volta che riceve questa news letter, è necessario sapere che ho iniziato a raccontare alcune storie su persone che hanno frequentato i nostri laboratori. 
Anche questa volta, vi propongo alcune brevi storie, mantenendo l'anonimato dei protagonisti.

Esse sono semplici esempi di come la vita aziendale può cambiare in meglio. Non che i problemi si riducano di numero, ma può cambiare la propria prospettiva e si può realizzare il no-effort management: un management fatto di consapevolezza; senza sforzo anche a parità di impegno; per cavalcare il cambiamento e non subirlo.

La storia del signor H è quella di un giovane manager, molto brillante. Lui “addenta” le situazioni, conosce le procedure, è un organizzatore efficiente e orientato ai risultati, ma soffre perché inserito in un'azienda minore del gruppo in cui lavora. La sofferenza è dovuta al fatto di non sentirsi rispettato da un'azienda maggiore del gruppo. Vuole vedere con le costellazioni organizzative come può migliorare la situazione ed ottenere maggior rispetto. All'inizio dichiara una serie di accuse sulla mancanza di collaborazione da parte dei suoi colleghi dell'azienda consorella. Alla fine, dovrà cambiare idea: ci sono molte dinamiche nascoste create dalla cultura “vittimistica” del proprio gruppo di lavoro che creano un certo tipo di atteggiamento da parte della consorella. Per lui è un brutto colpo, ma la sua intelligenza riesce ad assorbirlo e a comprendere come può  da subito rifondare i rapporti

Il signor I invece è un responsabile operativo: guida la macchina organizzativa di un'azienda di logistica. Ha problemi nel suo team e in particolare con un'amministrativa che a suo giudizio non collabora, mette i bastoni fra le ruote. Anche qui le sorprese non mancano e il signor I scopre che non sta applicando il principio sistemico dell'ordine e dell'inclusione. Inoltre, la persona gli ricorda qualcuno della propria famiglia di origine con il quale non aveva un gran rapporto. E la storia sembra ripetersi proprio con quella persona che non dovrebbe centrare niente con la sua famiglia. Il laboratorio gli schiude un nuovo modo di vedere il suo team e può portare da subito in azienda queste nuove comprensioni, assumendo una leadership diversa e più efficace.

Il signor L è inserito in un business di famiglia. Le sue difficoltà sono relative alla sua autorità e autorevolezza, in un ambiente in cui il padre – fondatore dell'azienda e ancora in carica – è riconosciuto come l'unico referente del team. Lui fa fatica ad introdurre cambiamenti nell'organizzazione, cambiamenti necessari allo sviluppo dell'azienda in un contesto più moderno. I laboratori sistemici gli hanno schiuso comprensioni enormi: e il rapporto con il suo team si è trasformato completamente. Lui ha osservato quanto il suo atteggiamento e comportamento fossero disfunzionali e mettendo in pratica i principi del Systemic Thinking la sua mancanza di  autorevolezza oggi è solo un tema del passato.

Anche queste tre storie ci dicono che una nuova metodologia – quelle delle costellazioni - e la ricerca delle consapevolezza del proprio agire possono migliorare il business e, soprattutto, la propria vita. 

Bene, mi fermo qui. Il lavoro ci chiama. 
Alla prossima

Buon week end a tutti
A.R. Gaeta

 
 
 
   
 
   
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